Costanza (Bucarest), 18-20 novembre 2013

Verso l'Agorà della Gioventù del Mar Nero

Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2024

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L'obiettivo è quello di aiutare i giovani laici a diventare protagonisti. L'obiettivo fondamentale è sempre la ricerca delle radici della propria fede e una scelta più coraggiosa nei confronti della fede.

partecipanti:
SE Mons. Domenico Sigalini
ROMANIA Codruta Fernea Daniel Don Felix Roca- BULGARIA Don Stefan Manolov – MOLDOVA Don Mihai -Balan GEORGIA Don Filippo Alieni ofm cap- ITALIA Monica Del Vecchio – FIAC Maria Grazia Tibaldi
Via skype Bulgaria don Petko Valov UCRAINA don Jacek Uliaz don Volodymyr Malchyn Segreteria

 

Omelia di SE Mons.Domenico Sigalini

Guai a te! Mt 23-13

Molto spesso sentiamo nel Vangelo che Gesù si rivolge ad una particolare categoria di connazionali, che si avvicinavano a Lui per fargli domande e per cercare di prenderlo in trappola e turbarlo: i farisei. Erano una categoria di persone molto legate alla legge, la osservavano scrupolosamente, molto spesso eccessivamente formale; in realtà però conoscevano molto bene la Torah; che è più di una legge. È il progetto globale di Dio per ogni persona e per l'umanità. Si dedicavano ad aiutare gli altri a osservare la legge. Molto spesso però si preoccupavano delle formule a scapito della sostanza. Erano sicuri di sé e quindi incapaci di accettare la novità che era Gesù stesso.

Questo è un difetto non solo della religione ebraica, ma è una tentazione che contamina ogni religione organizzata. Anche noi cristiani di oggi abbiamo una buona dose di fariseismo, quando non ci lasciamo provocare dalla Parola di Dio, ma la carichiamo delle nostre pretese, dei nostri modi di pensare, del nostro stesso egoismo. E siamo doppiamente colpevoli, perché abbiamo lo Spirito Santo che difende la persona di Gesù in noi dalle nostre comode deformazioni.

Eppure Gesù li mette di fronte ad una serie di “guai a voi” che fanno accapponare la carne. Guai a voi che predicate bene e vi comportate male; guai a te che fai tutto il possibile per intrappolare le persone nel tuo modo di pregare e adorare e renderle schiave dei tuoi giudizi. Guai a te che vuoi guidare gli altri senza renderti conto di essere cieco e così portare alla rovina coloro che ti ascoltano.

Si tratta di rimproveri non vincolati nel tempo; si applicano anche oggi al nostro modo di vivere superficiale e ai nostri attaccamenti alla religione che non hanno nulla a che fare con la fede ma sono solo tradizioni senz'anima che ci convengono e che vogliamo conservare per paura di sembrare invecchiati. È bene considerare che queste valgono anche per noi che, forse, per non essere visti come farisei, abbiamo abbandonato la nostra religione e ne abbiamo inventata un'altra a noi più comoda. Cerchiamo di considerare i matrimoni civili, in antico chiese sconsacrate con prediche e simbolismo liturgico, come liturgia della Chiesa.

 È questa sana laicità o cattiva coscienza che una fede butta fuori dalla porta ma entra dalla finestra?

Ascoltare i rimproveri di Gesù sul nostro stile di vita prefissato è un segno di speranza per una vita buona e bella, che solo Lui può donarci!

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